Il Processo di Formazione a scuola

Il Processo di Formazione

(le Ragioni – la Progettazione – le modalità di Svolgimento – il Controllo)

Mario Malizia

Il Servizio Scolastico Nazionale di Istruzione e Formazione persegue una Finalità ritenuta fondamentale per il futuro della società nella quale la scuola opera: contribuire, insieme a tutti gli altri contesti nei quali gli alunni, nelle loro qualità di figli e di cittadini, acquisiscono conoscenze e maturano esperienze quotidianamente. Ciò per dare vita, nel tempo, progressivamente e con sempre maggiore consapevolezza e responsabilità, a persone connotate dalla doppia dimensione di uomo e di cittadino, le cui caratteristiche possono essere sintetizzate in due definizioni:

  • l’uomo è quel soggetto-persona in grado di testimoniare la conoscenza, la pratica ed il rispetto dei valori universali della persona;
  • il cittadino è quel soggetto-persona in grado di mettere a disposizione della comunità di cui fa parte (società) le sue competenze professionali e le sue capacità personali per migliorare le condizioni di vita di tutti.

La Costituzione italiana assegna, quindi, al Servizio Scolastico Nazionale di Istruzione e Formazione il compito di contribuire, in modo sostanziale e, soprattutto strutturale, alla formazione di persone (uomini/cittadini) connotate dal possesso e dalla capacità d’uso funzionale:

  • degli strumenti culturali: linguaggi verbali, iconici, gestuali, artistico/musicali, matematico/scientifici, storico/geografici, economico/sociali, frutto dell’istruzione;
  • della conoscenza e della capacità di testimoniare la pratica, in situazione, dei valori della persona umana, frutto del processo edu/formativo scientificamente fondato su teorie socio-psico-pedagogiche e sulla base dei documenti internazionali che riguardano i diritti della persona;
  • delle capacità di relazionarsi con gli altri in situazioni informali, per ragioni personali; formali, per ragioni legati al lavoro o per lo svolgimento di compiti istituzionali e professionali quando si fa riferimento alle capacità relazionali di una persona dotata di intelligenza emotiva, in grado di riconoscere negli altri l’espressione della pratica dei valori che li caratterizzano e di avvertire la necessità di aderire ad essi e rispettarli.

Tale compito può essere assolto anche con il contributo intenzionale e scientifico che può offrire il contesto-scuola (formale), il quale si avvale anche della sistematicità con la quale può svolgerlo, ma anche con l’apporto  delle esperienze che maturano quotidianamente nei contesti “non formali” e “informali”, sebbene in modo occasionale e senza la mediazione scientifica che, invece, connota la scuola, la quale è impegnata a coordinarle e arricchirle in modo significativo, orientandole alla finalità perseguita.

I punti di riferimento per la realizzazione di un processo formativo in grado di assolvere il compito assegnato al S. N. I. e F. sono costituiti:

  • dal Profilo dello Studente, relativo alle competenze che gli alunni dovranno possedere al termine del 1° ciclo di istruzione;
  • dai Profili degli studenti dei Percorsi liceali, degli Istituti Tecnici e degli Istituti Professionali ((P.E.Cu.P.), che costituiscono i punti di arrivo dei due cicli e racchiudono le conoscenze, le competenze, le abilità, gli atteggiamenti e i comportamenti

Il Processo di Formazione si avvale dei contenuti del processo di apprendimento (Istruzione) e acquisisce senso in virtù del Processo Educativo, che si avvale della Mediazione Didattica come strumento mediante il quale ognuno degli alunni è accompagnato sia all’apprendimento che alla maturazione di atteggiamenti e, quindi, di comportamenti positivi in rapporto ai principi della relazionalità e della cooperazione (Educazione).

Questi processi sono alimentati, altresì, da occasioni di esperienze variegate vissute in contesti NON FORMALI (chiesa, casa, sport, lavoro, associazionismo) e INFORMALI (strada, bar, altro) e producono effetti positivi (Equilibrio) solo se coordinati dal contesto FORMALE (Scuola) e orientate alla finalità perseguita dal Servizio Nazionale di Istruzione.

Il contesto FORMALE è quello appositamente strutturato in funzione della realizzazione di uno scopo (in questo caso: la Formazione multidimensionale) ed è connotato da:

  • Intenzionalità (predisposizione di uno specifico progetto);
  • Scientificità (lo specifico progetto è fondato su teorie scientifiche universalmente riconosciute e condotto da specialisti, come i docenti);
  • Sistematicità (svolgimento delle attività necessarie secondo una scansione temporale continua e progressiva)

Il contesto NON FORMALE è, invece, un ambiente appositamente organizzato per uno scopo “mono-dimensionale” (lo sport – la religione – l’impresa – la famiglia) e non globale come la formazione multidimensionale della persona.

Le attività non sono né intenzionali, né scientifiche; non sono condotte da specialisti e non sono svolte secondo una scansione temporale specifica, ma occasionalmente, pur avvalendosi, comunque, di un mediatore (coach; sacerdote; esperto di settore, genitore), probabilmente esperto, ma non sempre in grado di praticare le strategie didattiche e comunicativo-relazionali più opportune su soggetti, ognuno diverso dall’altro, che hanno bisogno di vedersi adattati alle proprie caratteristiche i processi di apprendimento, di educazione, di formazione e le corrispondenti metodologie didattiche, nonché le strategie funzionali ad una coinvolgente e motivante relazione.

 

CONTENUTI E AMBIENTI DI APPRENDIMENTO E FORMAZIONE

Il Processo di Formazione, che ha origine con la nascita della persona e si conclude con la fine del percorso di vita, si avvale di SAPERI (Conoscenze) ed ESPERIENZE (Abilità), che alimentano, senza soluzione di continuità, la dotazione conoscitivo/esperienziale di ogni essere umano e determinano, nel bene e nel male, tutto ciò che ognuno fa o subisce in tutto l’arco della vita.

Ogni volta che una persona acquisisce una conoscenza o vive un’esperienza, il proprio processo di formazione registra una crescita, che assume diverso significato e valore a seconda dell’ambiente nel quale sono state maturate (formale – non formale – informale)

Il Processo formativo è alimentato da:

  • un processo di apprendimento, attraverso il quale gli alunni acquisiscono saperi specifici;
  • un processo esperienziale che si concretizza mediante occasioni di vita vissuta, sia in contesti diversi da quello scolastico, sia in quello scolastico, sotto forma di sperimentazione (didattica laboratoriale e metodologie cooperative).

Azione della scuola:

  • le conoscenze acquisite in contesti diversi da quello scolastico (SAPERI), portati a scuola e utilizzati in attività di sperimentazione assistita (Mediazione didattica) si trasformano in esperienze proprio in virtù della sperimentazione su compiti autentici o, in alternativa su compiti di realtà, qualora si riscontrassero difficoltà organizzativo/operative.
  • le esperienze maturate in contesti diversi da quello scolastico (ESPERIENZE), raccontate a scuola e analizzate insieme ai compagni ed agli insegnanti; sperimentate in attività laboratoriali che consentano di risalire alle cause che le hanno determinate, si trasformano in saperi consapevoli e vengono riproposti in forma personale e scientifica (SAPERI);

Dalla scuola ci si attende che l’alunno:

  • in virtù e per merito dell’azione della scuola, si avvii ad abbandonare i panni dell’alunno per vestire gradualmente quelli di persona;
  • contribuisca alla formazione di una cittadinanza più attenta alle sempre nuove e diverse esigenze dei propri concittadini;
  • s’impegni per la nascita di un nuovo umanesimo nel quale ognuno possa sentirsi a casa propria in qualsiasi parte del mondo si trovi, consapevole che ciò che succede nel contesto locale di vita può avere influenza in qualsiasi parte del mondo e/o subire l’influenza di ciò che accade a livello planetario.

LA SCUOLA: cosa e come fa per realizzare la finalità ad essa assegnata

  1. PROGETTA (in modo intenzionale e scientifico) il Processo di Formazione, articolato per Obiettivi Formativi, desunti dal Profilo dello Studente dell’ordine di scuola frequentato dagli alunni e, quindi,
  • seleziona le COMPETENZE da far maturare, già previste dal Curricolo Verticale dell’Istituzione scolastica poiché costruito sulla base delle Competenze europee del 2018, ma anche delle Indicazioni Nazionali per il curricolo 2012 (per il 1° Ciclo di Istruzione); delle Indicazioni Nazionali per i Percorsi liceali (per ognuno dei percorsi liceali); degli Assi Culturali (per il 1° Biennio degli Istituti Tecnici e Professionali); delle Linee-Guida (per il 2° Biennio e il 5° anno della scuola secondaria di 2° Grado);
  1. PREDISPONE il Processo di Apprendimento, selezionando i contenuti dalle discipline descritte nei documenti appena citati;
  2. ELABORA (collegialmente) la Programmazione didattica a lungo termine, nella quale descrive dettagliatamente gli Obiettivi di Apprendimento (cognitivi), cioè le Conoscenze da far acquisire agli alunni nel corso di ogni anno scolastico, desumendole dai piani di studio di ognuna delle discipline del curricolo scolastico, raccordandole con le competenze perseguite, indicando le metodologie didattiche ritenute più opportune e strutturando un sistema di controllo (Verifica e Valutazione) con riferimento alle tipologie di prove di profitto che si intendono mettere in atto ed ai criteri di interpretazione dei dati, in rapporto ai livelli stabiliti dalla certificazione delle competenze a livello nazionale per ognuna delle tipologie di scuola.

Per rendere operativa con scientificità e sistematicità la progettazione descritta, la scuola dovrà ora procedere con la fase di Pianificazione, cioè dettagliare le proprie azioni, in coerenza con le intenzioni dichiarate.

Utilizzando i tempi e le modalità organizzative consentite dalla Legge sull’Autonomia, gli insegnanti, riuniti in dipartimenti o consigli di interclasse o di classe, progettano periodicamente (settimanalmente o quindicinalmente o con altri tempi, i Percorsi didattici corrispondenti e le attività quotidiane che dovranno, gradualmente, sviluppare le tappe della programmazione a lungo termine e, quindi, della progettazione curricolare d’istituto per accompagnare, passo passo, ogni alunno ad avvicinarsi il più possibile ad assumere le connotazioni descritte nel profilo d’uscita del grado di scuola che frequenta e cominciare ad intravedere, in prospettiva e vagamente, l’uomo/cittadino di domani.

Sarà, quindi, necessario allestire, di volta in volta, il contesto di apprendimento perché risulti sempre funzionale ad assumere il ruolo di facilitatore per gli alunni e di supporto alle teorie sottese all’attività in svolgimento, anche mediante le opportune metodologie e strategie didattiche e l’attivazione di un canale comunicativo-relazionale fondato sull’empatia e sulla fiducia reciproca fra alunni ed insegnante.

Tutto ciò presuppone che le istituzioni scolastiche siano dotate di docenti in possesso di un’adeguata competenza epistemologica e siano in possesso, altresì, di conoscenze nel campo della Psicologia dell’apprendimento, oltre che “informati” su alcuni specifici aspetti della Psicologia dell’età evolutiva, riguardante la fascia di età degli alunni con i quali si relazionano per evitare che il rapporto non sfoci in conflitto fra “controparti”.

Occorre, ancora, che venga adottato un sistema di controllo, organizzato con le modalità già indicate in questo testo, il quale non punti a classificare gli alunni da eccellenti ad incapaci, ma che costituisca un segnale di attenzione per i docenti e che indichi la strada per progettare attività compensative, in grado di accompagnare ognuno degli alunni a registrare il miglior risultato possibile, in rapporto alle proprie potenzialità ed alla dotazione conoscitivo-esperienziale che possiede.

Tale sistema è bene che si avvalga di prove di verifica, scientificamente fondate, e di criteri di valutazione collegialmente condivisi da tutti i docenti del team, approvate dal collegio dei docenti, coerenti con il curricolo verticale dell’istituzione scolastica e discussi, ove possibile, con gli stessi alunni ed i loro genitori.

Tale modalità operativa tende a responsabilizzare gli alunni poiché, sicuramente, contribuisce:

  • a renderli consapevoli circa il progetto edu/formativo e cognitivo al quale partecipano da attori e non da spettatori, insieme agli insegnanti;
  • a far percepire ognuno di loro “apprezzato”, oltre che protagonista del proprio percorso formativo.

La Valutazione non è uno strumento per esprimere “giudizi”, ma per indurre alla riflessione docenti ed alunni perché ognuno di loro, in rapporto ai propri compiti istituzionali, possa ricavarne le “informazioni” più attendibili ed utili per “migliorare” i processi ai quali contribuiscono:

  • quello cognitivo/formativo, per quanto riguarda gli alunni;
  • quello di insegnamento e quello comunicativo-relazionale, per quanto riguarda i docenti.

BIBLIOGRAFIA

Nota esplicativa:

Questo articolo non ha la pretesa di porre e/o discutere/confutare tematiche scientifiche, ma quella di indicare una strada operativa ai docenti perché contribuiscano a dare vita ad una scuola inclusiva e di qualità. Per tale ragione non farà riferimento a teorie ed autori, ma esclusivamente ai documenti ministeriali su cui il Servizio Nazionale di Istruzione e Formazione fonda la normativa scolastica, oggi vigente.

  • Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione, 2012;
  • Assi Culturali
  • Indicazioni Nazionali per i Percorsi liceali;
  • Linee-Guida per gli Istituti Tecnici e Professionali;
  • Certificazione delle Competenze.

Cosenza, 15.01.2023

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